Dovevo restare molto vicino alle canne perché avrei dovuto rispondere prontamente alla partenza.
L’alzarsi di una nuvola di fango nella zona indicava che il pesce era in fase di alimentazione. Il filo ebbe un sussulto… e qualche secondo dopo ti tese in maniera decisa. Ferrata pronta, e inizio della lotta tra rami e radici… non potevo cedere lenza per evitare che sfregasse contro gli ostacoli, tagliando il nylon. Il raddoppio di lenza in questi casi è molto utile (basso costo, ottima resa). Ormai sembrava un copione scritto per i pesci di questo lago: partenza decisa iniziale tra gli ostacoli, poi fuga potente in acqua libera e una volta sottoriva ultime forze impiegate per raggiungere ancora i rami. Non certo un combattimento tranquillo ma divertente ed pieno di adrenalina. Non avevo idea della taglia del pesce allamato poiché teneva il fondale e l’unica cosa che lasciasse ben sperare erano i potenti gorghi che creava in superficie. Confidando nell’ottima presa dell’amo lentamente guidai la sagoma verso l’imboccatura del guadino… ora mi resi conto che ancora una volta una specchio dai magnifici colori era venuta a trovarmi. Slamatura, azzeramento della bilancia e il peso registrato fu di quasi 24 kg. Pensavo di aver già esaurito le mie carte delle fortuna nel giorno precedente ma probabilmente avevo qualche extra.
Tight lines
Fabio Gerratana
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